Altri Eventi

    Quando Mozart passò a Terni

Era l’11 luglio 1770 e un giovane prodigio di 14 anni, Amadeus Mozart, viaggiava per la prima volta in Italia. Non era la classica visita del Grand Tour. In quella giornata estiva, con il padre Leopold, provenendo da Roma dopo esser transitato per Civita Castellana, era arrivato a Terni per trascorrervi la notte. Sarebbero ripartiti la mattina successiva per Loreto.

Il Terni Falls Festival, l’11 luglio 2020, ha celebrato 250 anni dopo, questo “passaggio” con l’evento MozarTiAmo, una giornata di musica, suoni, colori e teatro, organizzata insieme all’associazione Polvere di Stelle, l’accademia Rousseau, l’associazione Ponte degli Artisti e il coro polifonico San Francesco d’Assisi. Sul palco allestito il Piazza San Francesco si sono esibiti artisti quali il danzatore e coreografo Matteo Corrado, il soprano Rita Tomassoni, i maestri di pianoforte Angelo Bruzzese, Emanuele Stracchi  e Stefano Lenci, l’attore Giacomo Lucci, il maestro del coro Maria Cristina Luchetti, il Coro Polifonico San Francesco, i maestri di pittura Igor Borozan e Massimo Zavoli.

Il Ponte degli Artisti ha organizzato un’estemporanea di pittura ed il maestro Massimo Zavoli ha presentato la sua opera in onore di Mozart, una calcografia dal titolo 11 luglio 1770 Mozart entra a Terni dal ponte del Cassero.

A conclusione della serata una piece teatrale, scritta ed interpretata dall’attore Stefano de Majo, a rappresentare la vita, il genio e la sregolatezza di Mozart, con il maestro Emanuele Stracchi al pianoforte. “Un Mozart molto moderno, uno spettacolo di lirica sperimentale”, ha dichiarato l’attore ternano.

Il 30 agosto lo spettacolo MozarTiAmo è stato replicato a Ferentillo, nella chiesa di Santa Maria, con un particolare allestimento della piece teatrale ‘Amadeus, colui che amando fu riamato da Dio’ appositamente studiato per essere eseguito all’interno della chiesa, dove il genio e la sregolatezza di Mozart ha avuto la sua rappresentazione anche con la musica d’organo, strumento che prediligeva.

L’organo della chiesa di Santa Maria di Ferentillo, del 1750, fu probabilmente costruito dal grande Domenico Densi, famosissimo organaro di Terni, il quale accolse il grande musicista quando arrivò a Terni.

Stefano de Majo, vestendo i panni di Amadeus, è stato accompagnato all’organo dal maestro Angelo Bruzzese. L’artista Massimo Zavoli ha presentato la sua opera calcografica ’11 luglio 1770 – Mozart entra a Terni dal ponte del Cassero’.

 

    A Cecalocco un tesoro nascosto: San Giovenale

Far conoscere alla cittadinanza, attraverso la cultura, la storia dell’antica chiesa di San Giovenale a Cecalocco (Terni). Questo è stato l’obiettivo del Terni Falls Festival con l’iniziativa  ‘RecuperiAMO San Giovenale’ del 1° agosto 2020 a Cecalocco, a tutela del patrimonio storico-artistico della frazione montana nel territorio di Terni.

La chiesa di San Giovenale, da tempo in precario stato di conservazione, forse a rischio crollo, è un edificio di culto costruito nel XII-XIII secolo che presenta all’interno pregevoli affreschi. Un affresco raffigurante la Vergine del Monte Carmelo sulla parete sinistra risulta disperso.

“Se Francesco vedesse oggi la chiesetta di San Giovenale incastonata nel silenzio del bosco, così malridotta eppure ancora bellissima con i suoi antichi affreschi, certamente chiamerebbe a raccolta i suoi fratelli e Chiara, per ricostruire la chiesa, pietra su pietra, in perfetta letizia, tra canti e odi al Signore, per poi mangiare e bere tutti insieme immersi nella natura”.

L’evento conviviale, all’insegna della storia locale, del teatro, della musica, dell’arte e  del rispetto dell’ambiente, ha avuto momenti di testimonianze sulla storia della chiesa, anche con la partecipazione degli abitanti di Cecalocco, la rappresentazione di una piece teatrale di e con Stefano de Majo, “Francesco allodola di Dio”, accompagnato dalla voce e la chitarra di Marialuna Cipolla nei panni di Santa Chiara, e la presentazione un’acquaforte del maestro Massimo Zavoli raffigurante i Protomartiri umbri a 800 anni dal martirio.

Un momento conviviale, un pic-nic sul prato antistante la chiesa, ha concluso la giornata.

 

 

    Gli Asburgo – Lorena alla Cascata

Non si è trattato di un evento del calendario 2019 del Terni Falls Festival,  ma di una sorta di “anticipazione”, occasione per celebrare altri eminenti viaggiatori indel Gran Tour: membri della casa reale austriaca visitarono nel 1819 la Cascata delle Marmore.

Era il 2 aprile 1819 quando Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, duchessa di Parma, già consorte di Napoleone Bonaparte, proveniente dalla Toscana, giunse a Terni, alloggiando all’Albergo del Moro. In suo onore furono eseguite delle musiche. L’ 11 giugno 1819, proveniente da Roma, l‘Imperatore d’Austria Francesco II, accompagnato dalla moglie Carlotta di Baviera e dalla figlia, archiduchessa Carolina, fu ospitato a Palazzo Manassei, ricevendo un caloroso tributo dalla popolazione. Due giorni dopo giunse a Terni un altro importante personaggio vicino alla casa reale austriaca, il principe di Metternich, anche lui alloggiato a Palazzo Manassei. Un superbo ballo in suo onore fu indetto presso il palazzo di Luigi Santucci, il maitre della città ( da L’Ottocento a Terni di Dario Ottaviani e da registri conservati presso l’Archivio di Stato di Terni) L’ingegnere ed architetto ternano Giuseppe Riccardi (1778-1854), il primo a comprendere il valore dei resti romani presenti nel centro storico della città, fece da brillante cicerone alla delegazione austriaca.

Con una -tre giorni- dal 28 al 30 marzo 2019, fra Terni, Narni e la Valnerina, il Terni Falls Festival ha celebrato il bicentenario della visita degli Asburgo-Lorena alla Cascata.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Terni e del Comune di Narni.

    Del Patrimonio Archeologico

A far scaturire l’iniziativa, denominata Interamna e Narnia: archeologia lungo il Nera, sono state due importanti ricorrenze.

La prima è relativa ai 200 anni dalla riscoperta dell’antico Ponte del Toro, avvenuta il 27 maggio 1819 per opera dell’ingegnere e architetto ternano Giuseppe Riccardi.

La seconda è invece connessa ai 2000 anni dalla morte del generale Germanico, che chiama in causa Narni ed il suo antico porto fluviale sulle rive del Nera. Fu infatti da quelle strutture che il console Pisone, accusato di aver avvelenato il generale, si imbarcò nel 20 d.C. con tutto il suo seguito in direzione Roma (Tacito, Annales, III, 9).

Nella tre giorni di eventi (24-26 maggio 2019) anche momenti di carattere ambientale, con i  volontari dell’associazione Mi Rifiuto che hanno pulito l’area dei Campacci di Marmore, protagonista nella giornata dedicata al Ponte del Toro e con quelli dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa, che hanno reso fruibile l’area archeologica da cui la stessa associazione prende il nome. A questa iniziativa hanno partecipato anche i volontari de L’Eco dei Boschi.

Narnia tra Germanico e Pisone è stato l’incontro a Palazzo Eroli di Narni con Giulio Cesare Proietti, ex sindaco di Narni, che ha presentato il suo ultimo libro Germanico deve morire. In mostra  una sua acquaforte dal titolo Il Germanico di Amelia dell’artista Massimo Zavoli.

Alla BCT di Terni conferenza sui 200 anni dalla riscoperta del Ponte del Toro , relatori l’architetto Miro Virili, l’archelogo Carlo Virili (La Sapienza, Dipartimento di Antichità) e Loretta Santini. E’ seguita una visita del Ponte del Toro, con l’architetto Miro Virili e l’archeologo Carlo Virili che del reperto ne hanno curato gli scavi ed il restauro. Ai Campacci di Marmore Miro Virili e Loretta Santini hanno poi ripercorso le vicende storiche della Cascata delle Marmore.

Alle Gole del Nera di Narni visita di Stifone, il paese delle sorgenti, con Christian Armadori, autore di uno studio sull’antica navigazione del fiume Nera, e lo storico locale Giuseppe Fortunati e visita al porto fluviale di Narni.

A conclusione della tre giorni, eventi presso il giardino della Domus Octavia in località Le Mole (ospiti del prof. Alvaro Caponi, che per primo riscoprì l’antico porto fluviale di Narni):

– un incontro con la dott.ssa Elena Roscini,della Sovrintendenza dell’Umbria, la giornalista e critica d’arte Sonia Terzino e l’archeologa Laura Peruzzi, promotrice di una campagna di scavi per il sito del porto,

– una mostra di pittura con opere di Alvaro Caponi e di altri artisti locali e un reading di poesie,

– spettacolo dell’attore Stefano de Majo, dal titolo Memorie di Adriano, con l’accompagnamento del musicista Luca Natali.

Con il patrocinio di: Regione Umbria, Provincia di Terni, Comune di Terni, Comune di Narni, Camera di Commercio, Terre di San Valentino, Pro Loco di Marmore, Mi Rifiuto, Arci Terni.

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