EDIZIONE 2019

La seconda edizione del “Terni Falls Festival” ha celebrato la pittura di William Turner e la poesia di Thomas Moore a duecento anni dal loro passaggio alla Cascata delle Marmore nell’ambito del Grand Tour.

Dieci giorni di festival, dall’11 al 20 ottobre, che si è svolto in diverse località tra Terni, Narni e la Valnerina.

Nel programma conferenze sul pittore, momenti di pittura estemporanea, workshop, spettacoli teatrali e la proiezione del film Turner, uscito nel 2014, con la regia di Mike Leigh.

Il festival ha avuto il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Terni, dei Comuni di Terni, Narni, Montefranco, Arrone e Ferentillo, della Camera di Commercio di Terni e del progetto Terre di San Valentino. Partner sono stati la ERG e la Fondazione Carit.

 

    INSIDE WILLIAM TURNER

Fiore all’occhiello del festival è stata la mostra multimediale “Inside William Rurner: the multimedia experience”, una video installazione, realizzata dalla Ackagi Visual Arts, con le opere del pittore inglese rivissute in un modo nuovo e adatto anche ai più giovani. Qui i cromatismi dei quadri di Turner, con le volute nebbiose ed i soggetti persi nei riverberi solari madreperlacei ci hanno trascinato in un viaggio emozionale  nel quale le tele vengono frammentate e ricomposte per contrasti divenendo luce, talvolta dura e tormentata oppure pura e cristallina. Luce a sua volta modulata da una composizione musicale creata in sinergia con le immagini.

Famoso per le sue opere ad olio ed acquerello di stampo paesaggistico, William Turner, soprannominato “Il pittore della Luce”, e uno dei precursori dell’impressionismo, viene condiderato tra i massimi esponenti della pittura britannica. Durante il suo soggiorno in Umbria, nell’autunno del 1819, realizzò molti disegni. Proveniente da Ancona, nel viaggio verso Roma, si fermò a Foligno, a Spoleto, a Terni e a Narni. La Cascata di Terni fu uno dei soggetti preferiti, come documentato dal libretto Ancona to Rome sketchbook, facente parte della collezione della galleria d’arte Tate Britain di Londra. Già prima del suo viaggio in Umbria Turner aveva dipinto alcuni acquerelli della la Cascata di Terni e del Ponte di Augusto di Narni. Tre li aveva realizzati nel 1795-1796 prendendo spunto dai disegni fatti da John Robert Cozen nel suo viaggio in Italia.  Altri vennero creati negli anni intorno al 1818, quando Turner aveva collaborato con l’architetto James Hakewill per produrre acquerelli da trasformare poi in incisioni. Il risultato furono delle bellissime immagini della Cascata di Terni e del Ponte di Narni, pubblicate nel 1820 nel volume A picturesque tour of Italy. William Turner rivisitò i disegni di James Hakewill, dando alla cascata un aspetto più romantico, aggiungendo un arcobaleno. Tale scelta fu ispirata dalla poesia Falls of Terni composta da Lord Byron nel 1817. L’opera fa oggi parte della collezione del Blackburn Museum an Art Gallery.

    THOMAS MOORE

Al compositore e poeta irlandese Thomas Moore sono state dedicate due conferenze, una a Terni, a cura del professore emerito Ian Campbell Ross, del Trinity College di Dublino, “Come la Provvidenza di Dio. Thomas Moore alla Cascata delle Marmore” , l’altra a Narni a cura della graphic designer irlandese Anastasia Clafferty, “Thomas Moore”.

 

Thomas Moore è per gli Irlandesi il loro  bardo nazionale, e per il suo patriottismo e per la sua prolificità come autore di melodie: la ballata popolare “The Minstrel Boy, diventata una sorta di inno irlandese e il poema “The Last Rose of Summer”, riarrangiato in musica anche da van Beethoven, sono tra i suoi lavori più importanti.

 

Visitò la Cascata delle Marmore il 18 novembre 1819, riportando sul suo diario di viaggio: “Never was anything so magnificently picturesque at this spot. It is not merely the waterfall, though perfect in its way, but every step and every view is full of enchantment“.

 

Around Ireland with Thomas Moore“, un concerto di musica tradizionale irlandese eseguito dagli studenti del Liceo Musicale Angeloni di Terni ha rievocato le sonorità delle ballate del bardo nazionale.

    L’UOMO CHE INFIAMMÓ LA PITTURA

Il 16 ottobre 1834, informato che il parlamento inglese stava andando a fuoco, Turner accorse immediatamente sul luogo della catastrofe armato di pennello a acquerelli per non perdere quella fonte di ispirazione. Così nacque l’opera Incendio delle Camere dei Lord e dei Comuni (1835).

Un episodio emblematico del percorso artistico del pittore della luce, come è stato delineato dalla storica dell’arte Silvia De Vecchi dello Science Museum di Londra con la conferenza “J.M. William Turner: l’uomo che infiammò la pittura. Pellegrinaggio in Italia 1819“, tenuta in doppia sessione a Terni e Narni, a celebrare i 200 anni del suo passaggio per la “valle incantata”.

Con la conferenza dello storico narnese Giuseppe Fortunati “Turner e Narni” è stato delineato il percorso di Turner nella realizzazione delle sue opere a soggetto narnese: ben prima di visitare valle incantata, Turner aveva già riprodotto angoli e soggetti locali semplicemente ispirandosi ai disegni degli artisti inglesi Cozens e Hakewill che lo avevano preceduto nel viaggio in Italia. Il grande dipinto di Turner che raffigura la valle del Nera ed il ponte medioevale di Narni, alla Tate Gallery di Londra, e che occupa una parete intera, è conosciuto in tutto il mondo come “Childe Harold’s Pilgrimage” in Italy, con riferimento al poema epico di Lord Byron Childe Harold’s Pilgrimage.

 

    THE SUN IS GOD

I tormenti di William Turner e le sue opere, reinterpretati da una performance artistica, percorso tra filosofia, psicologia, pittura e narrativa: “The Sun is God”, alla scoperta delle ossessioni, delle passioni e delle idee di Turner: un viaggio immaginale nelle tonalità dell’anima.

“Il Sole è Dio” prende vita da quattro racconti basati sulla vita di Turner, scritti dal giornalista Massimo Colonna e interpretati dagli attori Luisa Borini e Cesare D’Arco, commentati dagli interventi del filosofo Andrea Tortoreto e della psicologa Valeria Di Loreto, e vivacizzati dalla performance di pittura del maestro Igor Borozan, con lo studio grafico di Silvia Crisostomi.

 

    WATER COLOR & BALOON EXPERIENCE

Una performance di pittura ‘en plein air’ water color ispirata a William Turner, all’interno di un atelier artistico unico: una mongolfiera che ha creato un mondo soffuso di colori, luci e sonorità. Atmosfera magica e surreale con l’art performance ‘En Plein Air & Balloon Experience’ che si è tenuta al parco della Cascata delle Marmore, con pieno successo.

L’organizzazione è stata curata da Ponte degli Artisti – Terni con la direzione artistica del maestro Igor Borozan. Questi gli artisti partecipanti: Alessandra La Chioma (Lale), Mario Napoletti, Gladys de la Raba, Laura Feliziani, Roberto Stentella, Simona Campanella, Stefano Colangeli, Giuseppina De Vincenzi, Elisabetta Casamassima, Michele Antonio Pasquariello. Il coordinamento dell’evento era a cura di Mario Napoletti, fotografo Alessandro Marsili, pilota della mongolfiera Mauro Buono, riprese a cura di Droni Terni Service e sponsor KlimtArt, Arti & Colori, Galleria Mentana.

 

    ALLA SCOPERTA DI TURNER

Un evento – gioco per avvicinare i bambini alla pittura.

A cura del maestro Igor Borozan.

    EN PLEIN AIR

Sulle orme dei Plenaristi, nella valle incantata del fiume Nera, performance alla “moda” di Turner, con luce folgorante tra natura e archeologia, al Ponte di Augusto di Narni.

 

    DOMUS OCTAVIA

Le opere degli artisti realizzate en plein air nella valle incantata durante il festival sono state esposte nel giardino della Domus Octavia di Narni.

 

    Abbacinante nera cascata

Chiusura del festival con lo spettacolo “Abbacinante nera cascata” dell’attore ternano Stefano de Majo al Politeama Citiplex di Terni.

Sullo sfondo  delle suggestive immagini delle pitture animate da Paul Harden, l’autore della mostra immersiva, l’attore ha condotto gli spettatori in un visionario grand tour nel territorio umbro meridionale della ‘valle incantata’.

Spettacolo bilingue in italiano e inglese, con le note ballate di Thomas Moore interpretate dall’attore Edmund Zimmerman in lingua inglese.

 

 

“Stefano de Majo ci ha condotti nella magica dimensione della creatività artistica, di quell’armonica fusione di immaginazione, tormento e sofferenza di cui la “creatura”, figlia dell’artista, si nutre per venire alla luce. Ed un inno alla “Luce” Stefano ha innalzato, ed alla Poesia ed alla Musica, con la magnifica prova di padronanza scenica nello spettacolo “Turner and Moore. Abbacinante Nera Cascata” con cui ci ha stupiti tutti, tenendoci avvinghiati ad un racconto ammaliante nel suo fluire, modulato su toni avvincenti che hanno reso il suo monologo altamente drammatico, in una gestualità significativa di verosimili stati d’animo. Qui le parole sono state rivelazione ed espressione delle tensioni emotive di un grande della pittura, di colui che aprì la strada all’arte anelante a riprodurre la bellezza ed il fascino della Natura nei suoi aspetti più tempestosi, indomabili ed incontrollabili. Tutto reso Sublime da una abilità stupefacente nel dar vita alla “Luce”, a quella luce che riesce a “benedire”persino i marosi più violenti, stregando lo sguardo verso la narrazione di cui la tela si rende mero supporto inessenziale, scaturita com’è da pennellate che rubano la vita al mare, al fuoco, al cielo. Novello protagonista di un Grand Tour spettacolare ed altamente poetico, Stefano de Majo ha rivissuto, come in un’intima esperienza personale, gli entusiasmi e la gioia, ma anche il disincanto, di chi, attraversando “The Channel”, sperava in un mondo di percezioni e sensazioni straordinarie, tali da assecondare la propria sete di conoscenza emozionale. Consapevole di quanto il fascino di luoghi “orribilmente belli” potesse essere di sprone alla propria vena creativa. La pittura di Turner, dunque, il canto, i versi di Moore, nella “confessione” di Stefano, hanno assunto il ruolo di una magnifica testimonianza storica in prima persona, in una trasposizione “gridata” con afflato, a documentare un sentito coinvolgimento sentimentale nella ricerca di una dimensione artistica che meglio possa risolvere le sue esigenze creative. Tanto ardite da fargli sognare una “Cascata di Luce più Nera del Nero”, cui dar vita con qualcosa più nera del nero, se realmente ci fosse! “

Lucia M. Tanas